RESIDENZA A SAN MARINO

RESIDENZA A SAN MARINO

L’imprenditore che decide di investire nella Repubblica di San Marino può fare richiesta di residenza presentando specifica domanda corredata da apposito business plan quinquennale dell’attività che si intende insediare in Repubblica; la domanda viene esaminata dalla Commissione Affari Esteri al fine di valutare l’interesse di San Marino nei confronti del progetto presentato e concedere di conseguenza la residenza. In data 11 marzo 2014 è stato emanato apposito Decreto Delegato che, nell’ottica di attrarre investimenti esteri in Repubblica, stabilisce i settori e le condizioni minime che devono sussistere affinché il rilascio della residenza avvenga in maniera semplificata. I settori di investimento da privilegiare sono i seguenti:

a) Produzione di beni e servizi tecnologicamente avanzati;

b) Settore dell’economia verde;

c) Settore della ricettività e del turismo;

d) Settore dell’intrattenimento e del divertimento tesi alla valorizzazione del territorio e dell’offerta turistica;

e) Settore del commercio;

f) Settore delle arti e della cultura;

g) Insediamento in territorio di attività di direzione, sviluppo, marketing, relazioni internazionali, formazione, ricerca;

h) Settori produttivi tradizionali con basso impatto ambientale;

i) Settori sanitario e farmaceutico.

I progetti imprenditoriali devono soddisfare i seguenti impegni:

1. Impegni minimi occupazionali: in generale almeno 5 unità ad eccezione dei progetti di attività industriali di produzione per i quali sono previsti almeno 8 unità. L’impegno occupazionale deve essere soddisfatto per il 60% nei primi due anni. Le assunzioni devono essere effettuate dalle liste di avviamento al lavoro e l’impegno occupazionale deve essere mantenuto per almeno 5 anni. Si specifica che nel caso di progetti imprenditoriali con specializzazione particolarmente elevata è possibile fare richiesta di personale non residente ulteriore che sia determinante per l’avvio del progetto.

2. Presentazione di fidejussione bancaria o assicurativa rilasciata da un soggetto vigilato sammarinese in favore dell’Ecc.ma Camera pari a € 300.000 o in alternativa l’acquisto di un immobile di pari valore;

3. Entro 12 mesi dall’approvazione del progetto imprenditoriale un investimento immobiliare del valore minimo di € 300.000 che comporta automaticamente lo svincolo della fidejussione;

4. Polizza assicurativa per il rischio di malattia, infortunio e assistenza sanitaria con copertura annua minima di € 30.000 per l’imprenditore e il suo nucleo familiare per i primi 24 mesi di residenza in territorio.

Nel caso in cui si acceda al regime semplificato per l’ottenimento della residenza i tempi sono piuttosto brevi in quanto entro 25 giorni dalla presentazione del progetto imprenditoriale viene presa una decisione sull’ammissibilità o meno del progetto. In caso di accoglimento del progetto avviene l’iscrizione dei soggetti nel registro della popolazione residente.

Perché risiedere nella Repubblica di San Marino?

La Repubblica di San Marino è fra gli Stati con l’aspettativa di vita più lunga al mondo (terzo posto, fonte W.H.O. 2011), ha il più basso tasso di mortalità infantile, concede ai propri residenti un sistema sanitario gratuito, un sistema scolastico gratuito e di eccellenza, il territorio è ben controllato e monitorato. Le persone fisiche che hanno la residenza effettiva nella Repubblica di San Marino godono della fiscalità sammarinese. Ad esempio: 

  1. detenzione di partecipazione in una società di capitali di diritto sammarinese: sull’utile distribuito viene applicata una ritenuta a titolo d’imposta del 5%.;
  2. detenzione di partecipazione in una società di capitali estera: sull’utile a frontiera viene applicata l’aliquota del 3% ad imposizione separata;
  3. realizzo di plusvalenze non rientranti nel reddito d’impresa o di lavoro autonomo (capital gain): tassazione a titolo definitivo dell’8%;
  4. dal reddito complessivo della persona fisica si deducono spese per l’acquisto di beni e servizi (tracciate con sistemi elettronici) effettuate in territorio sino ad euro 9.000;
  5. dal reddito complessivo della persona fisica si deducono, in aggiunta a quelle indicate nel capoverso precedente, diverse tipologie di spese fra cui: spese per consulenze diagnostiche, terapie e prodotti non mutuati (euro 2.500), tasse scolastiche per l’iscrizione a scuole secondarie o università (euro 5.000), spese di locazione per la frequenza di corsi fuori territorio (euro 3.500), il 50% (80% nel caso di età inferiore a 35 anni) del canone di locazione dell’immobile adibito a civile abitazione, rette frequenza asili nido, spese per assistenza alle persone inferme (euro 5.000), spese per assistenza psicoterapica (euro 1.500), spese funebri (euro 3.000), premi per assicurazione vita o infortuni (euro 2.000), assegni alimentari periodi corrisposti al coniuge, donazioni e liberalità allo Stato, donazione o liberalità ad associazioni (euro 1.600), contributi previdenziali volontari (euro 2.500), oneri relativi al ricorso a babysitter fino al terzo anno di età del bambino (euro 2.000), spese per protesi dentarie e sanitarie (euro 1.600), spese relative alle politiche di sostegno ambientale e di sicurezza sismica (interventi edilizi finalizzati all’aumento della classe energetica; spese di progettazione; spese per la riduzione del consumo di acqua potabile; acquisto e installazione di impianti fotovoltaici, eolici, termini solari, geotermici e di cogenerazione; progettazione e realizzazione di interventi edilizi per l’adozione di misure antisismiche; etc.);
  6. applicazione di detrazioni dall’imposta delle persone fisiche per i familiari a carico, detrazione maggiorate qualora il numero dei famigliari a carico superi le due unità.