LE IMPOSTE INDIRETTE

LE IMPOSTE INDIRETTE

Imposta sulle importazioni:

La più rilevante delle imposte indirette sammarinesi è l’imposta sulle importazioni, introdotta con la L. n. 40/1972; nel sistema sammarinese non esiste l’Imposta sul Valore Aggiunto anche se è all’esame la possibilità di adottare il sistema IVA al fine di valutare l’impatto della predetta adozione. Rispetto all’IVA che come è noto è un’imposta plurifase che grava su tutti gli stadi del processo commerciale, l’imposta sammarinese è applicabile solo nel momento in cui il bene viene importato in San Marino da parte dell’operatore economico. Per tale ragione viene anche detta imposta monofase. Con la L. n. 134/1993 che ha in parte modificato la Legge del 1972, si è stabilito che gli operatori economici devono pagare l’imposta sulle importazioni su tutti i beni e servizi connessi introdotti nel territorio sammarinese. L’aliquota ordinaria d’imposta è pari al 17%, la stessa è ridotta o elevata in relazione a categorie merceologiche di beni o per beni che abbiano una particolare destinazione all’interno dell’azienda (beni strumentali). E’ previsto il rimborso dell’imposta quando i beni, anche dopo la trasformazione, vengono ceduti fuori dal territorio a operatori economici. La normativa di riferimento è contenuta nella Legge 22 dicembre 1972 n. 40 e successive modifiche e integrazioni.

Acquisti:

1. dall’Italia: per gli acquisti effettuati in Italia, esistendo una zona di libero scambio fra i due Stati non sono necessarie procedure doganali. La merce viaggia scortata da documento di trasporto. Le cessioni di beni da parte di operatori italiani ad operatori economici sammarinesi sono considerate assimilate alle esportazioni e pertanto beneficiano della non imponibilità agli effetti dell’IVA (art. 71 e 8 DPR 633/1972). Per quanto concerne le prestazioni di servizi da parte di operatori italiani ai fini dell’applicazione dell’IVA si fa riferimento alla casistica contenuta negli articoli 7 ter, 7 quater, 7 quinques, 7 sexies, 7 septies e 9 del DPR 633/72;

2. dall’Unione Europea (tranne Italia): la merce viaggia scortata da documento T2 in quanto sono necessarie operazioni doganali seppure semplificate; non sono dovuti dazi in virtù dell’Accordo di cooperazione e unione doganale con l’Unione Europea;

3. da Paesi Extra-Cee: in questo caso trattandosi di una “classica” importazione è necessario porre in essere una vera e propria operazione doganale.

Vendite:

1. verso l’Italia: per le cessioni di beni da San Marino verso l’Italia, la legge prevede la possibilità di utilizzare due procedure, vale a dire con addebito dell’IVA in fattura o senza addebito dell’IVA. E’ ovvio che a seconda della procedura cambiano gli adempimenti in capo agli operatori sia italiani sia sammarinesi. Nella pratica era stata introdotta una terza procedura, ovvero la cessione tramite rappresentante fiscale. A seguito dell’implementazione della Direttiva n. 2008/8/CE, viene di fatto esclusa tale possibilità.

2. verso l’Unione Europea (esclusa l’Italia): San Marino non fa parte dell’Unione Europea ma ha siglato con l’UE l’Accordo di Cooperazione e Unione Doganale. Ne deriva che nei rapporti fra San Marino e l’Unione Europea vengono poste in essere operazioni doganali semplificate in virtù dell’unione doganale.

3. verso Paesi Extra-Cee: nel rapporto con gli Stati Extra-Cee, avendo adottato la Repubblica di San Marino i regolamenti comunitari applicabili in materia doganale e circolazione delle merci, esistono vere e proprie procedure doganali del tutto simili a quelle in vigore nell’Unione Europea.

Di seguito si riporta un breve sunto dei principali vantaggi fiscali offerti dal sistema sammarinese:

1. Esistenza di un’unica imposta che colpisce il reddito prodotto. Le persone giuridiche pagano un’imposta proporzionale pari al 17%. Le persone fisiche pagano un’imposta progressiva a scaglioni di reddito; in ogni caso le persone fisiche (lavoratori autonomi) sino al 31/12/2017 pagano l’imposta proporzionale del 17% anziché l’imposta progressiva per scaglioni di reddito.

2. Relativa semplicità del sistema.

3. Deducibilità di tutti i costi sostenuti nell’esercizio d’impresa purché inerenti al conseguimento dei ricavi o proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa, con l’eccezione di alcune tipologie di costo che sono deducibili percentualmente rispetto al valore dei ricavi per le vendite e le prestazioni.

4. Possibilità di accantonare al fondo svalutazione crediti una quota ogni anno sino alla concorrenza del 5% dei crediti esistenti al 31/12 di ciascun anno.

5. Ammortamenti: deduzione integrale anche per il primo esercizio con possibilità di ammortamento anticipato per i primi due anni (20%).

6. Utile prodotto è completamente distribuibile (non esiste riserva legale, ad eccezione di banche e società finanziarie).

7. Contratto di locazione finanziaria: possibilità di deduzione sulla base della durata del contratto (altrimenti per i beni immobili l’ammortamento fiscale ammesso è pari al 3%). Durata minima dei contratti di locazione finanziaria: 24 mesi per i beni mobili, 48 mesi per i beni immobili (fiscalmente però la durata minima del contratto si assume a 8 anni).

8. Possibilità di portare in deduzione la perdita fiscale nel limite dell’80% dal reddito imponibile nei tre periodi di imposta successivi; la deduzione è del 100% senza limiti di tempo per la perdita realizzata nei primi 3 periodi d’imposta a condizione che si tratti di una nuova attività economica.

9. Misure di incentivazione per progetti di investimento, per incentivare l’occupazione, per patrimonializzare le imprese e per imprese di nuova costituzione;

10. A San Marino, non esiste il sistema IVA; i beni e i servizi connessi sono assoggettati all’imposta sulle importazioni con aliquota massima pari al 17% (ad eccezione dei prodotti petroliferi). L’imposta non colpisce il valore aggiunto, ma solo il costo del bene quando lo stesso viene introdotto a San Marino, in particolare:

a)non colpisce i servizi che non siano connessi all’importazione di beni.

b)nel caso di importazioni da Paesi Extra-CEE non è previsto l’anticipo dell’IVA in dogana.

c) se l’operatore economico esporta completamente i beni precedentemente importati annulla l’effetto dell’imposta sulle importazioni in quanto la stessa viene rimborsata integralmente (non colpendo il “valore aggiunto”).

d) esistono aliquote agevolate per beni direttamente strumentali all’attività svolta (1%) e aliquote agevolate per autovetture (7%).